body
Bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Counter
Sono passati *loading* poeti scomposti...
Cantò il poeta
"Senza parlare sei arrivata come una vera regina, di nascosto hai posato i piedi dentro l'anima." R. Tagore
Crediti
Template By


martedì, 17 giugno 2008

Un caro Saluto a tutti gli Scomposti che passano di qua e anche a quelli che non passano perché hanno tanto da fare, come me.

Scusate l'assenza prolungata, il mio lavoro non mi lascia spesso spazio per me stesso, figuriamoci per scrivere un post che ormai da tempo è chiuso nel cassetto in attesa di essere pubblicato.

E' passato molto tempo ormai, ma non potevo non parlare della mia esperienza alla Fiera Internazionale del Libro che si è tenuta a Torino lo scorso 8-12 maggio.

Un incontro spettacolare e diretto con tutte le più grandi Case Editrici e con le più piccole, supportate, invece, da Associazioni che le riuniscono e che sono riuscite a presentarle ad un'esposizione così importante. E' stato considerevole il numero di visitatori, anche se le cronache e i giornali non hanno mancato di sottolineare. Non sono stati giorni facili, quelli della Fiera del Libro, in particolare i giorni immediatamente precedenti all'inaugurazione presieduta, tra l'altro, da ospiti eccellenti.

I disordini, che probabilmente avevano la scopo di attirare l'attenzione sugli avvenimenti di politica estera dell'ultimo periodo, si sono sostanzialmente assopiti il primo giorno di Fiera, dopo l'intervento delle Forze dell'Ordine che aveva portato ad una chiusura forzata delle attività commerciali del centro e ad una costante sorveglianza dell'ingresso alla Zona Fiera.

Il tutto era scaturito dalla particolare attenzione che l'organizzazione dell'evento aveva dato agli scrittori del padiglione Israele, tra l'altro molto ben organizzato e dalle proposte letterarie accattivanti. All'interno del padiglione vi erano esposte opere di svariati scrittori e significativa è stata pure la presenza di scrittrici.

Ma la parte che ho preferito è stata certamente quella che mi riguarda da vicino. Il mio libro, esposto alla Fiera. Ho fatto un viaggio lunghissimo per poter partecipare a questo evento, me l'ero imposto e ci sono riuscito. Ho visto stand grandissimi, altri piccolissimi, ma mi sono fiondato immediatamente a vedere se c'era la mia piccola creazione. In mezzo a una foresta di grandissimi, di sconosciuti, di persone, magari "normali" come lo sono io, c'ero.

Ho fatto pure delle foto, ma devo ancora inserirle nel computer. Ve le posterò non appena possibile. E' stata un'emozione incredibile, fortissima, una soddisfazione impareggiabile. Ho portato nel "Posto dei Grandi", la voce incredibilmente forte "dei Piccoli".

Un abbraccio fortissimo a tutti.

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 19:42 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, libro
giovedì, 15 maggio 2008

Ciao a tutti voi, passanti e poeti,

Se avete letto il post precedente, ora potrete immaginare che cosa potrei dirvi, che cosa potrei postarvi. Come il mio solito, evito qualsiasi tipo di commento pur di sentire i vostri pareri.

Sì, avete capito bene, vi posto la Prima Poesia pervenuta sul tema delle rose che ho proposto nel giorno di San Giorgio. Sono felice della partecipazione che c'è stata e dell'interesse all'iniziativa. La poesia è di Martina Crepaldi e si intitola "La preghiera"

"A te che sei la miglior cosa 

che mi sia successa

a te che cambi tutti i giorni

e resti sempre la stessa"

Per il mio Angelo, per la mia Vita

Mi chiedo solo se questa Vita

possa davvero essere gestita

da un bimbo capriccioso che manovra

i fili intricati e sottili del suo

burattino.

Per questo spesso si ha la

sensazione di non muovere passo

eppure di essere arrivato lontano,

di essere fermo e immobile

ma di aver dipinto

tele su tele.

Le dita sanguinano il profumo

di una rosa,

il cuore gocciola

essenze di Amori

vissuti lungo le vie di anime

perse e disorientate,

dannate alla ricerca del giardino

proibito

per essere punte e riportate alla Vita.

Se bastasse una rosa

per tornare a vivere

davvero non avrei bisogno di te.

Invece è in questa rosa

che ripongo la mia preghiera

per tornare a sentire i profumi

di noi.

 

 

 

Trovo che siano parole intense, mi sono fermato a pensarci e leggerle e a farle mie. Spero che anche per voi possa essere la stessa cosa.

Un saluto a tutti,

A.

 

sussurrato da: InTagore alle ore 09:34 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, vita, concorso, sensi
mercoledì, 23 aprile 2008

Una rosa per un libro o  una poesia per il blog?

Ciao a tutti gli amici del blog, i Poeti Scomposti e a chiunque sia passato per errore da queste parti! Come state? Oggi è il 23 Aprile, si festeggia in tutta Italia e, da quello che ho letto, anche nella Catalogna, la Festa di San Giorgio.

Da anni, infatti, nella Catalogna, nel giorno di Saint Jordi, i libri invadono le vie e le piazze ed è usanza che gli uomini regalino alle donne una rosa e ricevano in cambio un libro.

Che ne dite? Non è una bella idea? Appena letto di questa festa, ho pensato a qualcosa da fare in questo giorno e magari anche nei successivi, con Voi. Che ne direste di festeggiare anche noi Poeti Scoposti e non, San Giorgio in maniera diversa?

Ho un'idea!!!

Inviatemi entro e non oltre il 30/04/2008 le vostre poesie con a tema LA ROSA e, in calce, ditemi a chi vorreste dedicarle.

Alla prima poesia pervenuta, sarà data la possibilità di essere pubblicata nel blog, dedica annessa.

Spero che l'idea vi piaccia come è piaciuta a me!

A presto,

un abbraccio,

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 09:24 | Permalink | commenti (16)
categoria:poesia, vita, libro
lunedì, 21 aprile 2008

Ciao a tutti i poeti scomposti e agli amici del blog. Come state? Spero bene, di cuore.

Oggi volevo chiedervi, quanti di voi, nelle loro vita hanno sentito parlare di Platone. Molti immagino, magari lo avete conosciuto tra i banchi di scuola. Ve lo ricordate? Proprio poco tempo fa ho finito di leggere con piacere l’Apologia, l’ho trovata davvero avvincente. Un interminabile monologo difensivo sulla cultura che mi ha appassionato. Io per esempio l’ho conosciuto per diletto, su consiglio di un collega/amico. Però non l’ho dimenticato, solo messo da parte.

Questo lungo preambolo per dirvi che chi l’ha abbandonato per seguire altri generi, è diventato di conseguenza “antiplatone”, come noi cultori della poesia ad esempio. Mi spiego, ritengo che la poesia, fare poesia sia diventato una sorta di “resistenza” chi o cosa è contro i poeti. Da sempre quindi la Poesia deve in qualche modo giustificarsi, dimostrare la propria necessità. Non è qualcosa che va da sé, essa non è un gioco per i sentimenti altrui, inoltre non è immediata, anzi è l’opposto di tutto ciò, ritengo sia una sorta di meditazione, intellettuale e sentimentale. Eliot, diceva che "la Poesia non è un’espressione immediata di un’emozione; è un’emozione esatta, al suo contrario la Critica immanente". A me piace molto il linguaggio del corpo, ancor di più il linguaggio parlato. La parola, la poesia creta dalle parole. La Poesia, infatti, mostra, esprime non è originariamente al servizio della giustificazione, non serve originariamente a definire, a determinare. Il linguaggio ha potenza propria; noi non usiamo il linguaggio come nostro possesso, noi siamo nel linguaggio, non siamo parlanti perché siamo nel linguaggio. La Poesia apre questa dimensione originaria nel linguaggio come qualcosa che non ci appartiene, che non è un nostro mezzo per determinare o definire cose, ma una potenza originaria, cui noi apparteniamo, non appartiene a noi. Concludendo al meglio questo mio giro di parole, forse filosofico, forse pazzo, vorrei dirvi ancora una volta, vivete di poesia, nella poesia. Solo chi l’amerà come facciamo noi e ne saprà cogliere il vero significato potrà apprezzarla al meglio arricchendosi. Io, iniziando questa piccola avventura di blogger, sto conoscendo persone magnifiche, tante emozioni che prima neanche potevo sognarmi, tante esperienze vissute e messe su carta … grazie per questa importante condivisione.

A presto, un abbraccio.

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 09:26 | Permalink | commenti
categoria:poesia, filosofia
lunedì, 21 aprile 2008

Ciao a tutti i poeti scomposti, agli amici del blog e a chiunque sia passato di qui. Come state?

La volta scorsa in cui mi sono posto alcune domande e ho fatto certe riflessioni riguardava i giorni e il loro trascorrere. Oggi invece vorrei dirvi la mia su un altro argomento che in questo periodo mi frulla per la testa: quell’incertezza verso il futuro che si avverte soprattutto da adolescenti. Avete presente? Ve la ricordate? Alcuni ne saranno nel pieno del vortice…tranquilli, passerà!

Per un adolescente da dove potrebbe nascere, quell’incertezza verso il futuro, se non dalla scuola? Per chi va male a scuola incombe da sempre l’angoscia di non riuscire poi nella vita – io personalmente non ero un genio, ma me la cavavo sempre per il "rotto della cuffia" come si suol dire. Poi magari qualcuno, somaro a scuola, è diventato un illustre matematico piuttosto che un romanziere di successo, chi invece lo è rimasto, perché non ha saputo superare questa paura. Come un muro che se si riesce ad abbattere in età scolastica, poi potrà realizzarsi, ma se quel muro non si riesce ad abbattere, si prova a volte paura e vergogna, perché ci si sente persi in un  mondo che si comprende. Fortunati, infatti, sono coloro che hanno avuto insegnanti bravi , che si sono tuffati a capofitto nella speranza, divenuta realtà, di recuperare alunni difficili per salvare loro la vita. Con questo non credo di esagerare. Questa incertezza può venire anche dall’ambiente domestico, rappresentato molte volte da figure purtroppo obsolete, quali i nonni che custodiscono con amore, per l’intera giornata i nipotini. Sebbene essi lo facciano con tutto l’amore che hanno nei loro cuori, quei preziosi insegnamenti, purtroppo, non saranno del tutto sufficienti ad affrontare la società che li aspetta. È troppo veloce anche per noi quel domani che abbiamo davanti, abissale per i nonni.

L’ignoto che fa paura agli adolescenti, cresce con loro fino ad arrivare all’età matura e a continuare a bloccarci nelle scelte. Queste a volte se incompiute possono causare danno anche a chi ci sta vicino. Se al contrario le compiamo queste scelte, timorosi come non mai, possiamo comunque causare dolori ai nostri cari, si prenda ad esempio l’uomo moderno che, timoroso di invecchiare, a maggior ragione se si vede invecchiare con la persona compagna di una vita, per un breve periodo tradisce la moglie con una donna che potrebbe essere sua figlia. Chi poi, passando in altro pianeta, ha paura del viaggio. Quanti nella loro vita non sono mai partiti per una vacanza, per una crociera, rimanendo con la loro incertezza verso il futuro. Quell’incertezza questa volta rappresentata dell’allontanamento da casa. Da un posto sicuro per eccellenza. Spesso accontentandosi di farlo con la fantasia o peggio ancora con il tubo catodico.

Se non esistono, materialmente, queste paure, la mente umana è così abile se ci si mette da inventarsene con semplicità estrema. È l’esempio lampante di quella paura, da non sottovalutare per alcuni, del buio, meglio ancora della notte. Cosa potrebbe accadere domani se non sorgesse più il sole, se non ci fosse più domani addirittura…

E che dire infine dei viaggi negli impervi intrecci dell’animo umano, quando comprendiamo che la nostra fragilità psicologica frena e a volte immobilizza le persone, le imbottiglia in una non-vita che li estranea anche dai rapporti cari. Dobbiamo quindi trovare la volontà di scavare nei sentimenti più profondi e più intimi per giungere ad un sincero perdono dell’Io timoroso.

sussurrato da: InTagore alle ore 09:16 | Permalink | commenti
categoria:vita, filosofia
mercoledì, 16 aprile 2008

Poesia: Un cielo minaccioso solcato da aquile

I poeti del passato sono modelli da imitare, o appartengono ormai ad un’epoca passata?

 


Verona – Il 21 marzo scorso si è celebrata la “Giornata Mondiale della Poesia”. Per celebrare al meglio l’evento, la tre volte insignita del Premio Nobel per la Letteratura, Accademia Mondiale della Poesia ha organizzato due giornate dense di cultura, musica e discussione. Il 28 e il 29 marzo, presso l’Università degli Studi di Verona, si sono incontrati nella Sala Barbieri di via dell’Artigliere, alcune tra le personalità di spicco della critica poetica italiana. Il titolo del Convegno, “Omaggio alla Poesia Italiana del XX Secolo”, già richiamava l’attenzione sui poeti che hanno segnato la storia degli ultimi cento anni. Sette poeti a celebrazione dei sette anniversari dell’Accademia: da Giosuè Carducci a Eugenio Montale, da Mario Luzi a Pier Paolo Pasolini, da Giovanni Raboni a Umberto Saba e Giuseppe Ungaretti.

Entrambe le giornate, strutturate in due tranches, hanno visto un’iniziale dialogo tra gli ospiti e un successivo omaggio ai rappresentanti dei poeti in questione. In particolare, venerdì è stato consegnato all’On. Franco Frattini, un omaggio a nome del padre, il poeta scomparso Alberto Frattini; un Diploma d’Onore per il suo contributo ad una migliore conoscenza della poesia italiana del XX secolo. Sono intervenuti, nel messaggio d’apertura, il Sindaco della città, Dott. Flavio Tosi, il Magnifico Rettore dell’Università di Verona, Prof. Alessandro Mazzucco, l’Ambasciatore di Slovenia, S.Ecc. M. Andrei Capuder, quale rappresentante del paese alla presidenza dell’Unione Europea e il Cancelliere dell’AMP, Prof. Nadir M. Aziza, solo per citarne alcuni.

Dopo Alberto Frattini, è stata la volta dell’omaggio a Salvatore Quasimodo , premiato nel 40° anniversario dalla sua morte, è stato rievocato dal figlio in un emozionante recital poetico delle migliori composizioni.

Il sabato ha visto emergere il ricordo del Circolo dei Poeti Scomparsi (sopra citati), evocati da un recital poetico-musicale, a cura di Vito Molinari, al quale sono intervenuti gli attori Stefania Pepe e Roberto Recchia, come anche per l’omaggio alla poetessa ivi presente, Maria Luisa Spaziani.

Sala Barbieri, incantevole scenografia per un convegno dai toni emotivi, purtroppo, talvolta, spenti. Molti dei presenti, erano infatti di età media piuttosto alta, quasi a dimostrazione che la poesia è arte per persone mature. Questo però non è vero, ed è un peccato che, ad occasioni così dense dal punto di vista culturale, i giovani si dimostrino poco interessati. Qui si spiega il titolo del presente articolo. La cornice di Sala Barbieri, sovrastata da un soffitto affrescato sul tema di un cielo minaccioso solcato da aquile in volo, ben si avvicina alla situazione in cui versa la poesia oggi. Un cielo minaccioso, denso di nubi, che rappresentano i poeti di oggi, cariche di pioggia, in cui però continua ad essere ben visibile la presenza delle aquile, l regine dei cieli, i grandi poeti del passato.

E’ piuttosto difficile scindere gli uni dagli altri, forse impossibile. I poeti di oggi si dividono fra coloro che scrivono spingendo le loro penne nella direzione e sul modello dei grandi del passato. E altri invece che ne vogliono essere completamente svincolati. C’è da chiedersi se questo è realmente possibile.

La risposta resta dubbia, fino al momento in cui si legge il titolo del Convegno: fin tanto che esisterà la necessità di omaggiare i poeti del passato, le aquile non smetteranno di volare.

 

 

 

 

 

 

 

Alberto Rossi

Martina Crepaldi

sussurrato da: InTagore alle ore 14:23 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia
mercoledì, 02 aprile 2008

Ciao a tutti voi, ragazzi, poeti scomposti e non, passanti, ineressati...ad lasciarvi con estremo piacere la poesia della terza e ultima classificata, come promesso al termine del concorso, Barbara Guida con la poesia "Due corpi caldi". Non voglio aggiungere altro, a voi quetse belle parole...

 Due corpi caldi,

che si intrecciano e si fodono l'uno con l'altro,

accompagnati da mani curiose

ed emozioni che aumentano

man mano che ci si concede.

Respiri affannosi e

teneri, lunghi baci rubati.

Momenti esenti da pensieri,

incertezze e paure.

Anime che si incontrano,

si sfiorano,

incrociano i loro sguardi e

si lasciano sedurre dall'amore.

Istanti in cui le sensazioni

parlano più delle parole.

Scusandomi con voi tutti e con te Barbara per il ritardo, vi saluto e vi abbraccio forte, dopo aver letto queste maravigliose parole chiudete per un attimo gli occhi... ascoltate...

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 16:06 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesia, concorso
domenica, 30 marzo 2008

Ciao a tutti i poeti scomposti del blog e agli amici di passaggio! Come ogni volta rinnovo con piacere il mio augurio di salute e serenità.

Con la Pasqua sembra che sia finito il treno di saccarosio partito l’anno prima. Giorni di festa alternati a giorni di lavoro, week end d’affari contrapposti a viaggetti di due o tre giorni per staccare la spina. Giorni appunto, questa parola che torna prepotente in molte nostre frasi quotidiane. Ma secondo voi quel è il vero significato dei giorni? Non intendo dire come li trascorrete, ma piuttosto che cos’è o cos’è stato per voi un giorno o più di essi. Nella mia modesta esistenza di quasi trentenne, ho visto passare sulla mia pelle e su quella di chi mi stava vicino una serie sempre diversa di giorni, ma senza mai farci caso come ora. I “giorni” difficili, ad esempio, di chi vive un’esistenza chiusa e fondata su principi precari, persone queste che sono costrette a vivere a stretto contatto tra loro. Vedi ad esempio i cinque giorni canonici in ufficio con colleghi antipatici o altro. Poi ci sono quei “giorni” che vengono prima e dopo un forte dolore. Rendersi conto che il passare del tempo non lenisce la sofferenza per le cicatrici che ognuno porta con sé. Invece ci sono quei “giorni” in cui basta un po’ di coraggio e rinunciare a vivere superficialmente per cambiare una vita intera. Servirebbe, magari, un giorno per comprendere chi si ha di fronte, chi siamo e cosa vogliamo veramente in questa vita. Contrapposti a questi brevi “giorni” di riflessione, poco prima di un’azione o meglio di una mossa, ci sono i “giorni” d’attesa e fluttuanti. Si rivelano “giorni” quindi di cambiamento affrontati per scelta o per destino. La voglia di cambiare se stessi e confrontarsi con la persona che si sta aspettando da sempre, per quanto riguarda l’amore di coppia o per un’intera famiglia. Un evento del tutto inaspettato fa comprendere quanto di fronte al caso la propria solitudine possa essere sostituita da un caldo abbraccio di una persona o di un coro di persone genuine. Nell’ultimo, a mio parere, caso ci sono quei “giorni” in cui per volontà e chi per costrizione giunge ad una nuova vita tutta da vivere. Quella che dovrebbe essere una nuova esistenza, in realtà è il suo contrario: la morte.

Vorrei invitarvi a pensare alla vostra vita e a come l'avete vissuta fino ad oggi e come la vorreste vivere da oggi in poi. In qualsiasi modo la vogliate vivere... beh divertitevi e metteteci tutta la passione possibile.

Un forte abbraccio.

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 14:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita, sensi
venerdì, 21 marzo 2008

Tra due giorni sarà Pasqua. Cioccolato, uova, sorprese e tradizioni. E' un giorno di festa e questo dovrebbe bastare a far sorridere.

Vi mando il mio più sincero augurio per una Pasqua serena, e con le mani sporche di cioccolato, come quelle dei bambini, sarò vicino ad ognuno di Voi.

Mille Auguri Scomposti a tutti...

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 20:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:vita
sabato, 08 marzo 2008

Oggi è la festa che tutte le donne o quasi attendono...è il giorno a loro dedicato, anche se, a mio parere, dovrebbe esser loro dedicato ogni giorno dell'anno. A tutte le donne "Scomposte" e non, alle poetesse, alle mamme, alle amanti e alle mogli, alle donne giovani e alle donne mature...a tutte voi...Auguri

Una donna ha la forza che sorprende l'uomo. Può controllare guai, può portare carichi pesanti. Mantiene gioia, Amore e opinioni. Sorride quando ha voglia di gridare, canta quando ha voglia di piangere, piange quando è contenta e ride quando è spaventata. Il suo Amore è incontrollabile. L'unica cosa sbagliata in lei è che a volte dimentica quanto vale. Si annulla per dare al suo uomo tutto ciò di cui lui ha bisogno...ed è proprio in quest'uomo che lei ritrova se stessa.

Un bacio a tutte,

A.

sussurrato da: InTagore alle ore 20:10 | Permalink | commenti
categoria:donne, vita